SALUTE FEMMINILE, DIMAGRIMENTO

Come resistere alle tentazioni del cibo?

Dott.ssa Martina Pellegrini 
Esperta in Dimagrimento Femminile

Quante volte ti sei ritrovata a dover combattere nella tua testa pensieri contraddittori dettati dalla tentazione riguardo un particolare cibo?

Può succedere quando siamo fuori, magari ad una festa o ad un aperitivo, ma il più delle volte è in casa il problema, specialmente se si vive con qualcuno.

Ho sentito tante donne e tutt’ora comprendo la loro difficoltà nel rimanere costanti durante il loro percorso di dimagrimento, a causa del modo disfunzionale in cui gestiscono le tentazioni quando in casa trovano del cibo che “non dovrebbero mangiare”.

Ho deciso quindi di affrontare questo discorso perché, ora più che mai in un periodo particolare come questo, dove siamo tutte costrette a rimanere in casa, per molte di noi la battaglia interiore si fa più forte e intensa. 

Ma prima di proseguire, desidero presentarmi se non sai chi sono:

Mi chiamo Martina Pellegrini, sono una Nutrizionista ed Holistic Lifestyle Designer. 

Aiuto le donne a realizzare il Peso Sano con Gioia nutrendo Corpo, Mente e Anima.

In questo articolo comprenderai in che modo funzionano le tentazioni, come si scatenano nella mente e quali sono le possibili soluzioni da mettere subito in pratica per aumentare la tua consapevolezza ed essere finalmente libera dalle tue stesse reazioni automatiche.

COME FUNZIONANO LE TENTAZIONI E QUALI SONO LE SUE TIPOLOGIE 

 

In che modo funzionano le tentazioni e qual è il meccanismo che le scatena?

Devi sapere che il nostro cervello non ragiona come vorremmo che facesse.

Se io ora in questo momento ti dico “non pensare ad una casa rossa”, sono certa che davanti agli occhi ti sarà comparsa l’immagine di una casa rossa, vero?

Funziona così anche con il cibo. Più ti ripeti di non mangiare, non guardare, non toccare una determinata cosa, più questo desiderio aumenterà dentro di te. 

Ed è davvero dura, quando si è a casa, mantenere la lucidità avendo il pensiero fisso su quei cibi golosi e “proibiti” che sappiamo bene essere presenti sulla credenza, in cucina, nello scaffale o in salotto, insomma a portata di mano.  

Se ti senti così, non preoccuparti.

E’ normale ed è una situazione che ho provato anche io, diversi anni fa, quando cominciai a lavorare da casa.

Ero costantemente a contatto ravvicinato con la mia cucina e questo inizialmente mi creava dei problemi, ma ti posso garantire che questo atteggiamento, anzi direi queste reazioni automatiche, si possono trasformare con il tempo al punto da non sentire più quel richiamo.

Ma Martina, è impossibile… come si fa?

E’ stato un processo che ha richiesto del tempo, indubbiamente, ma la chiave principale è stata quella di aver sviluppato una certa consapevolezza, che è sempre il punto di partenza per un rapporto sano con il cibo. 

Per la mia esperienza professionale, in cui il mio lavoro è costantemente con le donne, ho compreso molto bene le abitudini messe in atto e ho distinto due casistiche rispetto alle tentazioni alimentari:

1) il solo sapere che esiste un determinato alimento in un cassetto basta per attivare il desiderio prepotente di avere e mangiare quell’alimento;

2) l’avvenimento di un impulso, il desiderio improvviso, fa scattare il pensiero su dove andarlo a direzionare (in questo caso sul cibo).

Sono due facce della stessa medaglia con delle sfumature un po’ differenti. 

Ma una volta che il desiderio di tentazione si è attivato, in entrambi i casi scatterà una vera e propria lotta interiore che si tradurrà con: “voglio mangiarlo” – “no, non lo fare!”

Anche qui, gli esiti sono di due tipologie: o vince la forza di volontà, e quindi si riesce a resistere, oppure vince la voglia, e alla fine si cede alla tentazione.

Spesso questa sconfitta si traduce nel fatto che non verrà consumato quel determinato cibo in una quantità opportuna, ma in misura spesso maggiore rispetto a quanto si avrebbe voluto, incrementando ulteriormente il senso di colpa.

Per sapere come gestire il senso di colpa nei confronti del cibo, puoi approfondire leggendo il mio articolo “Come vincere il senso di colpa alimentarecliccando qui.

Quanto ti ritrovi in tutto questo?

Ci siamo passate un po’ tutte. 

E’ un fatto davvero comune ma posso garantirti che c’è un modo per gestire questa tentazione e se è il caso, resisterla. 

Anche se resistere non credo sia nemmeno il termine corretto, perché in realtà si tratta di comprendere la tentazione e parlare con la tentazione stessa.

Ora infatti ti spiegherò cosa è opportuno fare, secondo il mio punto di vista e della mia esperienza, quando arriva questo desiderio e impulso di mangiare. 

 

COME GESTIRE LE TENTAZIONI DEL CIBO: LA SOLUZIONE

 

Tutto ruota intorno alla famosa consapevolezza.

Cosa vuol dire?

Vuol dire innanzitutto che la prima cosa da fare, quando giunge il pensiero della tentazione, è quello di dirsi STOP, facendo finta di fermare il tempo. 

Ancora più efficace è provare ad immaginarsi mentre si porta una mano davanti per fermare qualcosa.

In quel lasso di tempo chiediti: in quale circostanza mi trovo? 

Prendi consapevolezza della situazione in cui sei e cosa stai facendo.

Poi chiediti come stai in questo momento: come sta il mio corpo? dove sento questo desiderio ardente? da dove arriva? come si muove dentro di me?

Descrivilo bene, ancorati al momento presente, in quel momento che hai fermato e amplificato al massimo. 

Una volta che hai fatto questo lavoro e ti sei resa consapevole del tuo stato in quel preciso istante, chiediti: quanto lo voglio davvero? cosa significa per me andare a mangiare quel cibo? 

Potrebbe essere il concedersi un momento di piacere, oppure di passatempo, oppure semplicemente il fatto di soddisfare un po’ di fame.

Il punto è che se riesci a stare in quel momento sospeso, a farti queste domande e a portare alla consapevolezza quell’impulso che ti è arrivato, potrai sviluppare quello che si chiama potere decisionale

Più aumenti il tuo potere decisionale, più riesci a creare uno spazio tra lo stimolo che arriva e la tua risposta, e di conseguenza a non cadere vittima di automatismi dettati dalle emozioni o dai pensieri che sembrano sovrastare in quel momento.

In questo modo riuscirai a sviluppare la consapevolezza di ciò che sta accadendo, della situazione in cui sei a 360 gradi e scegliere consapevolmente come reagire a fronte di questo impulso, una volta che ti sei permessa di accoglierlo.

A questo punto quindi possono succedere due cose: o ti rendi conto di non avere un reale bisogno di quel cibo, e quindi riesci a lasciar andare quella sensazione, oppure potrebbe succedere che invece realizzi di averne davvero bisogno.

Nella seconda ipotesi, la domanda fondamentale successiva da chiedersi sarà: qual è la quantità giusta di cui ho bisogno per soddisfarmi in questo momento? 

E da lì, potrai giungere ad un compromesso.

Lo so, non è semplice arrivare a questo livello di autodisciplina e consapevolezza, ma è davvero vitale riuscire a sviluppare questo dialogo non giudicante tra te stessa, il tuo desiderio e il cibo, e trovare un compromesso in cui si vada oltre il giudizio del fa male/fa bene ecc.

La consapevolezza è un muscolo che va allenato, quindi è importante partire nel proprio piccolo, anche semplicemente tramite l’auto-osservazione. 

Vedrai che con la costanza e la pratica riuscirai sempre di più a gestire e vincere sulle tue tentazioni, fin tanto che non sentirai nemmeno più quel richiamo che prima ti ossessionava. 

Fammi cosa ne pensi di questo articolo, quali difficoltà stai riscontrando o se hai dei dubbi su cosa possa essere considerato un compromesso, relativamente alle quantità giuste da mangiare.

 

Se vuoi approfondire la consapevolezza legata al cibo e accrescerla di più per realizzare il peso sano, ho realizzato il video-corso:

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