SALUTE FEMMINILE, DIMAGRIMENTO

I 2 antidoti per sopravvivere in un mondo ossessionato dalla dieta

 
Dott.ssa Martina Pellegrini 
Esperta nel Benessere Femminile
Quante volte la tua collega ti racconta tutti i dettagli del suo nuovo regime alimentare che rispecchia la moda del momento? 
 
Quanto spesso leggi sui social i post di quelli che continuano a postare articoli contro il glutine?

Oppure vogliamo parlare delle pubblicità che girano su Facebook che rasentano l’assurdo, tipo quelle sui beveroni dimagranti? 

In questo articolo ti parlerò di alcuni aspetti che riguardano la cultura della dieta e dei due antidoti per sopravvivere in un mondo che ne è ossessionato.

 
Sono Martina Pellegrini, dietista e nutrizionista olistica esperta nel benessere femminile con un Approccio Gentile.
Aiuto le donne a sentirsi energiche e leggere ritrovando la gioia di mangiare.

Liberarsi dall’ossessione del cibo è qualcosa che definirei veramente magico.

Molte persone raccontano di questo momento con un sospiro di sollievo.

Il processo di rappacificazione con il cibo è però percepito spesso come difficile, lungo e faticoso, un percorso tutt’altro che lineare, soprattutto quando si vive in un luogo che si basa su un vera e propria “cultura della dieta”.

Cos’è la “cultura della dieta”?

E’ un sistema di valori costruiti e condivisi socialmente riguardo ad abitudini alimentari, relazione con il cibo, modalità di rapportarsi ai corpi in relazione alla loro forma, dimensione e taglia.

Non c’è da stupirsi se tutti questi input esterni ti provocano nient’altro che frustrazione e sensi di colpa, anche nel caso in cui tu abbia iniziato ad aprire gli occhi sui danni che possono effettivamente causare le diete sullo stato psicofisico delle persone.
 

Penso che sia una cosa davvero normale.

Voglio dire, c’è una ragione per cui le società di marketing guadagnano un sacco di soldi lavorando per l’industria della dieta.

 

La nostra cultura è così ossessionata dalla magrezza e dalla dieta che ormai è diventato qualcosa di assolutamente normale di cui parlare.

Il culto della dieta permea quasi ogni aspetto della nostra vita, che ce ne accorgiamo o meno.

 

Decidere di vivere una vita in cui non avrei mai più partecipato a questa cultura e tutto ciò che ci gira intorno ha cambiato drasticamente la mia prospettiva.

Ho cominciato a vedere e ad ascoltare con occhi ed orecchie diverse qualsiasi “campana” che continuava a rafforzare quella cultura.

È dura però, perché penso che tutte noi abbiamo persone nella nostra cerchia con cui magari abbiamo anche un rapporto stretto, che partecipano attivamente a questo meccanismo e condividendo allegramente i dettagli della loro ultima dieta.
 

Tutte noi siamo a contatto in modo più o meno diretto con chi fa soldi vendendo prodotti e servizi prevalentemente orientati al dimagrimento come le aziende che producono certi integratori, molte palestre e molti professionisti della nutrizione o del fitness.

 
Tutte noi siamo in contatto con chi commenta negativamente il proprio corpo o quello degli altri e delle altre.
 
So cosa si prova quando si cerca di spiegare – inutilmente – che sia possibile sperimentare salute, benessere e felicità ad ogni taglia o “l’alimentazione intuitiva” a chi non è pronto a sentire questi discorsi.
 

Quello che ad un certo punto io stessa mi sono chiesta è: 

Come faccio a continuare a vivere, lavorare, amare o semplicemente comunicare con qualcuno le cui convinzioni, parole e azioni stanno causando danni a se stesso o se stessa e agli altri?

Come sopravvivo in ​​un mondo che è ossessionato dalla dieta ed è costituito da valori diametralmente opposti ai miei?

 
Ho trovato due aspetti molto utili in tutto questo.

ANTIDOTO 1: LA RABBIA 

Rabbia per un sistema davvero sbagliato che continua ad arricchirsi, chiedendoci di spendere il nostro tempo prezioso e le nostre energie per rendere i nostri corpi più magri e danneggiando coloro che non possono o hanno scelto di non partecipare al gioco. 
 

Se la senti anche tu, voglio consigliarti questo:

Prendi quella rabbia che hai sempre riversato dentro di te, per non aver avuto la “forza di volontà” per attenerti a una dieta, e indirizzala verso coloro che meritano la tua ira.

Non in modo violento, ci mancherebbe.

Gandhi è stato un esempio meraviglioso di chi è riuscito a portare un’enorme cambiamento proprio grazie alla sua lotta non-violenta. 

La tua Rabbia può essere un dono immenso, per te stessa e per l’umanità intera.

La Rabbia è un’energia che può accenderti nel batterti attivamente e con il tuo esempio contro ciò che è eticamente e socialmente ingiusto.

Con la tua Rabbia puoi decidere consapevolmente, ogni giorno, di dire NO a quel sistema oppressivo e subdolo che spinge alla magrezza e alla dieta affermando il tuo diritto di esistere così come sei.

Un modo per farlo, per esempio, è rifiutare di accettare commenti negativi sul corpo di altre persone.

Quando per esempio vedi il corpo di una donna che conosci e ti sembra che abbia preso peso, riconosci il giudizio nella tua mente e bloccalo immediatamente ricordando che è un giudizio figlio della cultura della dieta.

Quando senti le tue amiche commentare il corpo di quella donna, dì che non è giusto giudicare o fare pettegolezzi sul corpo e che la quantità di grasso corporeo che una persona ha non può e non deve essere oggetto di scherno. 

[E, a proposito di grasso corporeo, sai che apporta molti benefici? Ne ho parlato proprio in questo articolo!]

Ti dicono che sei pesante e che “si fa per parlare”?

La vera pesantezza energetica ed emotiva è utilizzare le caratteristiche altrui per occupare le proprie conversazioni.

ANTIDOTO 2: LA COMPASSIONE

Compassione per coloro che sono vittime di questa cultura alimentare – malata – in cui viviamo. 
 
Quindi anche per, ad esempio, la tua collega che ha iniziato l’ultima versione di dieta chetogenica, oppure per la tua compagna di liceo che odia il glutine e per la “wellness coach” che promuove i prodotti dimagranti (ok, per lei magari no 😜).
 

Ricorda a te stessa la sofferenza che provi o che hai provato nel ritrovarti completamente intrappolata nel circolo delle diete e dell’ odio nei confronti del tuo corpo. 

Queste persone stanno soffrendo esattamente come è successo a te, non smetteranno mai di soffrire perché per la cultura della dieta NON SIAMO MAI ABBASTANZA.

 

Anche loro stanno facendo il meglio che possono con la conoscenza ed i mezzi che hanno, il supporto e l’autostima che possiedono in quel momento. 

Parlerò più approfonditamente della cultura della dieta in uno dei prossimi articoli.

Intanto fammi sapere cosa ne pensi in un commento qui sotto!

È davvero possibile essere e soprattutto sentirsi sane, belle e felici nel proprio corpo, senza fare sacrifici?

La mia risposta è sì, è possibile.

 

Esiste un approccio diverso, basato sulla Gentilezza Amorevole verso tutta te stessa. Verso il modo in cui mangi, in cui ti parli, in cui ti guardi allo specchio, in cui muovi il tuo corpo.

E’ un approccio basato su dei pilastri concreti ed una solida ricerca scientifica a supporto.

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